Il buco dell’ozono, che fine ha fatto ?

 

2012, fine del mondo, Maya, inversione dei poli magnetici, ma nessuno ha parlato più del famigerato buco dell’ozono , almeno di esso ne siamo certi dell’esistenza, eccome!

Partiamo dall’inizio, lo strato di ozono (più comunemente chiamato “ozonosfera”) funge da filtro per le radiazioni ultraviolette emanate dal sole,che  possono essere dannose per la pelle causando tumori e melanomi , o per gli occhi, o addirittura  causare problemi alla fotosintesi delle piante  e distruggere grandi quantità di fitoplancton con conseguenze  nell’ecosistema marino, esso è un fenomeno temporaneo che avviene principalmente

Una notizia che ci rende felice è quella della riduzione del “buco” sull’Antartide, infatti stando alle ultime rilevazioni effettuate dai satelliti della Nasa e dell’Agenzia americana per l’atmosfera e gli oceani (Noaa), il “buco” si è ridotto mediamente a 17.9 milioni di chilometri quadrati, registrando il secondo minimo degli ultimi 20 anni, ma se da una parte questa è una notizia rassicurante la causa di questa riduzione no, infatti è da ricercarsi nel clima, ovvero nell’aumento delle temperature, secondo alcuni scienziati in particolare la causa sta nella naturale fluttuazione di aria più calda negli strati inferiori dell’atmosfera, e quindi traendo le conclusioni sembra che l’ozonosfera si stia man mano auto-riparando ma sempre secondo gli esperti  per ritornare alle condizioni che vi erano prima degli anno ‘70 si dovrà aspettare fino al 2065, ma questo è soltanto una previsione azzardata.

Qui sotto vi mostro un grafico dell’andamento di riduzione del buco dell’ozono dalla metà degli anni ‘70 ad oggi.

Il buco dell’ozono che è un processo naturale nel corso degli anni è stato ingigantito dalla presenza nell’atmosfera di alcuni gas prodotti dalle industrie , il principale responsabile è stato trovato nei clorofluorocarburi più comunemente chiamati CFC, e nel freon (il gas utilizzato come liquido refrigerante all’interno dei frigoriferi a compressione.)

Quindi nell’attesa del 2065, non possiamo altro che rimboccarci le maniche e ridurre drasticamente la presenza di gas dannosi nell’atmosfera, un esempio pratico e che può essere messo in opera da tutti è quello di consegnare nei centri di raccolta specializzati o più comunemente chiamati “isole ecologiche” i frigoriferi , e tutti gli altri elettrodomestici che contengono gas pericolosi per l’ambiente.

E ricordiamoci che il mondo in cui viviamo è  in prestito dai nostri figli!

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